Imposta comunale sugli immobili - I.C.I.

L’Ici, imposta comunale sugli immobili, istituita con decreto legislativo n. 504 del 1992.

L’imposta deve essere pagata:

  • dai proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli situati nel territorio dello Stato;
  • dai titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie) sugli immobili sopra elencati;
  • dai locatari in caso di locazione finanziaria (leasing);
  • dai concessionari di aree demaniali.

Se l'immobile è posseduto da più proprietari o titolari di diritti reali di godimento, l'imposta deve essere ripartita in proporzione alle quote di possesso.

BASE IMPONIBILE

Per quanto riguarda i fabbricati, l’ICI si calcola applicando alla base imponibile l’aliquota deliberata annualmente dal Consiglio comunale. La base imponibile è rappresentata dalla rendita catastale (da non confondere con il valore dell'immobile) rivalutata del 5% e poi moltiplicata:

  • per 100 per i fabbricati dei gruppi catastali A e C (con esclusione delle categorie A/10 e C/1);
  • per 140 per i fabbricati del gruppo catastale B;
  • per 50 per i fabbricati del gruppo catastale D e della categoria A/10;
  • per 34 per i fabbricati della categoria C/1.
  • Per i fabbricati del gruppo catastale D - non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati - il valore è determinato sulla base dei costi di acquisizione e di incremento (contabilizzati al lordo delle quote di ammortamento), aggiornati da appositi coefficienti stabiliti annualmente dal Ministero dell'Economia.
  • Per le aree fabbricabili la base imponibile è data dal valore commerciale che risulta al 1° gennaio dell'anno di imposizione. Allo scopo di ridurre al massimo l’insorgere del contenzioso, periodicamente il Consiglio comunale  fissa per ogni zona omogenea dei valori minimi di riferimento a mq.
  • Per i terreni agricoli la base imponibile è data dal reddito dominicale risultante in catasto al 1° gennaio dell'anno di tassazione, rivalutato del 25% e poi moltiplicato per 75.
  • L'ammontare dell'imposta deve essere proporzionale ai mesi dell'anno solare durante i quali si è avuto il possesso: il mese in cui la proprietà o il diritto reale di godimento si è protratto solo in parte è computato per intero se il contribuente ha posseduto l'immobile per almeno 15 giorni, mentre non è conteggiato se il possesso è durato meno di 15 giorni. In sostanza, vale il criterio di "prevalenza temporale". Così, ad esempio, se un atto di vendita è stato stipulato il 16 marzo, il mese andrà computato per intero solo per il venditore.

ADEMPIMENTI DEL CONTRIBUENTE

L’obbligo del contribuente è incentrato sull’esecuzione dei versamenti in autoliquidazione.

Il pagamento annuale dell'imposta si effettua in due rate:

  • la prima rata (acconto) - da pagare tra il 1° e il 16 giugno - è pari al 50% dell'imposta dovuta, calcolata sulla base dell'aliquota e delle detrazioni dei 12 mesi dell'anno in corso;
  • la seconda rata - da pagare tra il 1° e il 16 dicembre a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno - è calcolata applicando le aliquote e le detrazioni deliberate per l'anno in corso e sottraendo quanto già versato come acconto.
  • È possibile anche effettuare il versamento dell'ICI in un'unica soluzione entro il termine previsto per l'acconto.

I versamenti relativi all'imposta comunale sugli immobili possono essere eseguiti:

a) tramite il modello F24;
b) presso gli sportelli postali sul c/c n. 9003320 (IBAN IT67J0760112300000009003320).

La somma minima da pagare è di 3,00 euro.

I versamenti dell'imposta comunale sugli immobili a seguito di liquidazione o accertamento possono essere eseguiti sul c/c postale n. 14854335 (IBAN IT63J0760112300000014854335) intestato a Comune di Coseano Servizio di Tesoreria.

Entro 30 giorni dalla scadenza della rata, i ritardatari possono pagare l'ICI applicando la sanzione ridotta del 2,50% dell'imposta dovuta, oltre agli interessi legali del 3,00% annuo calcolati solo sul tributo, in proporzione ai giorni di ritardo. Se il versamento dell'acconto e/o del saldo viene effettuato oltre i 30 giorni dalla scadenza, ma entro il termine di un anno, l'ICI deve essere versata con una sanzione del 3% dell'imposta dovuta, oltre agli interessi legali del 3% annuo, calcolati anche in questo caso solo sul tributo ed in proporzione ai giorni di ritardo.
Gli importi così determinati vanno aggiunti all'ammontare del tributo da versare.
Il pagamento va effettuato utilizzando il normale bollettino di conto corrente postale, dove andrà barrata la casella "Ravvedimento".

A partire dal 2007 è soppresso l’obbligo di presentazione della denuncia/comunicazione, tale obbligo tuttavia permane nei casi in cui il contribuente voglia far valere situazioni di agevolazione (es. detrazione per abitazione principale o concessa in comodato ai parenti, inagibilità dell’immobile, conduzione diretta dei terreni). In tali casi la denuncia deve essere indirizzata al Comune competente direttamente o a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, con esclusione di qualsiasi altro mezzo entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

ALIQUOTE E DETRAZIONI PER L'ANNO 2011

Con deliberazione del Consiglio comunale n. 4 del 18 febbraio 2011, esecutiva ai sensi di legge, sono state fissate, le seguenti aliquote:

  1. aliquota ordinaria al 5,5 per mille;
  2. aliquota ridotta al 5 per mille per l’abitazione principale di categoria A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze, nonchè per le unità immobiliari abitative possedute da soggetti iscritti all'AIRE a condizione che non risultino locate;
  3. aliquota ridotta al 6 per mille per i fabbricati ad uso abitativo e loro pertinenze non locati, intendendosi i fabbricati non adibiti ad abitazione principale e risultanti vuoti o a disposizione cioè utilizzati in modo saltuario o privi di contratto di locazione;
  4. aliquota al 1 per mille a favore dei proprietari che eseguano interventi volti al recupero di   unità immobiliari inagibili o inabitabili di interesse artistico o architettonico localizzate nei centri storici, per il periodo di 3 anni dall’inizio dei lavori;

I proprietari che intendono avvalersi dell’aliquota ordinaria prevista per gli immobili concessi in locazione a titolo di abitazione principale dovranno far pervenire all’Ufficio Tributi copia del contratto di locazione oppure dichiarazione sostitutiva di atto notorio riportante l’ubicazione dell’immobile locato, le generalità del locatario, nonchè gli estremi del contratto di locazione entro il termine previsto dal Regolamento Ici per la comunicazione delle variazioni.

E’ stata confermata la detrazione di Euro 103,29 per l'abitazione principale.

A favore dei proprietari che eseguono interventi volti al recupero di unità immobiliari inagibili o inabitabili o interventi relativi al recupero di immobili di interesse artistico o architettonico localizzate nei centri storici, per la durata di tre anni dall'inizio dei lavori, l'imposta ICI è del 1 per mille.

Per abitazione principale si intende quella nella quale il soggetto persona fisica residente nel Comune ed i suoi familiari dimorano abitualmente e si verifica nei seguenti casi:

a) abitazione di proprietà del soggetto passivo;
b) unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, nonchè gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi case popolari, ai sensi dell'art. 3, comma 55, della Legge 23.12.1996, n.662    nei limiti di validità della norma;
c) abitazione concessa in comodato d'uso ai parenti fino al secondo grado, limitatamente al periodo di effettiva residenza del comodatario nell'immobile concesso in comodato, purchè il comodatario non possegga nessuna quota a titolo di diritto reale sull’immobile concesso in uso; ai comproprietari o contiolari di diritto reale di godimento dell’alloggio  concesso gratuitamente ad altro contitolare ivi dimorante la disposizione agevolativa si limita all’aliquota ridotta.
d)  abitazione posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da soggetto anziano o disabile che ha acquisito la residenza in un Istituto di ricovero o sanitario a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata.

A DECORRERE DAL 2008 LE ABITAZIONI PRINCIPALI E LE RELATIVE PERTINENZE SONO ESENTI DALL’IMPOSTA CON ESCLUSIONE DELLE CATEGORIE A/1, A/8 E A/9.

I coniugi non legalmente separati ed aventi residenza in due fabbricati catastalmente distinti nell’ambito del territorio comunale, sono tenuti ad eleggere la residenza familiare presso uno di essi. In difetto di comunicazioni a tale riguardo, le agevolazioni previste vengono attribuite al fabbricato con rendita catastale maggiore;

L'imposta è ridotta del 50 per cento per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni. Le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di manutenzione, agli effetti dell'applicazíone della riduzione dei 50% dell'imposta, in base alle vigenti norme edilizie di questo Comune sono identificate nelle sottoelencate fattispecie:

a) strutture orizzontali (solai e tetto dì copertura) con gravi lesioni che possano costituire pericolo a cose o persone, con rischi di crollo;
b) strutture verticali (muri perimetrali o di confine) con gravi lesioni che possano costituire pericolo e possono far presagire danni a cose o persone, con rischi di crollo parziale o totale;
c) edifici che per le loro caratteristiche intrinseche ed estrinseche di fatiscenza non siano compatibili all'uso per il quale erano destinati, quali la vetustà della costruzione accompagnata dalla mancanza delle parti ornamentali e di finitura dei fabbricato (mancanza di infissi, allacci alle opere di urbanizzazione primaria).
Aree edificabili.

Con deliberazioni del Consiglio comunale n. 53 del 30/11/2010 e n. 15 del 18/02/2011, esecutive ai sensi di legge, sono stati approvati i valori minimi a mq delle aree fabbricabili ai fini dell’accertamento dell’I.C.I. , riportati nel prospetto sotto.

Dal 2008 le rendite catastali dei terreni agricoli, che vengono aggiornate in base alle dichiarazioni rese dagli agricoltori per l’accesso alle contribuzioni della PAC, decorrono retroattivamente dal 1° gennaio dell’anno di presentazione della dichiarazione.